Naso chiuso? Raffreddore, sinusite e malanni di stagione possono mettere a dura prova salute e... pazienza! Scopri i suggerimenti per alleviare la congestione e trovare sollievo grazie ai rimedi naturali.
1 Fai una doccia calda L'effetto hammam ti aiuterà a liberare le vie respiratorie e sbloccare il naso: il beneficio è intenso e immediato. Chiudi la porta del bagno in modo da preservare il calore e alza la temperatura dell'acqua. Grazie al calore intenso e al vapore ti sentirai subito meglio.
2 Curati con gli essenziali Eucalipto, tea tree oil, lavanda e menta hanno proprietà balsamiche e decongestionanti. Versa qualche goccia di olio essenziale nel bagnoschiuma oppure sfrutta il loro potere curativo per preparare suffumigi con acqua calda, sale e bicarbonato.
3 Bevi un infuso caldo Metti sul fuoco l'acqua e cogli l'occasione per preparare un'ottima tazza di tè o una tisana di erbe e fiori. Sorseggiare lentamente l'infuso calmerà l'infiammazione e aiuterà a liberare il naso. Punta su malva, camomilla, lavanda e aggiungi un rametto di rosmarino fresco, indicato solo per chi soffre di pressione bassa.
4 Attenzione alla temperatura Quando il riscaldamento di casa è in funzione è necessario umidificare l'aria. Fissa dei contenitori d'acqua ai termosifoni: puoi aggiungere qualche goccia di tea tree oil, lavanda, menta. L'olio essenziale di rosmarino stimola la concentrazione e combatte il mal di testa da sinusite.
5 Brodo? Sì, grazie! Il vecchio rimedio della nonna a base di brodo funziona: il calore si diffonderà piacevolmente alzando la temperatura corporea. Il naso si sblocca. Inoltre, grazie al contenuto di nutrienti ti senti sazia e appagata.
6 Usa le spezie Peperoncino, curcuma e zenzero sono alleati del benessere. Prepara un buon piatto di verdure, una zuppa calda o una tisana profumata e usa il potere delle spezie per liberare il naso, combattere i malanni e stimolare il sistema immunitario.
7 Suffumigi Acqua calda, erbe aromatiche, bicarbonato e sale grosso. Copri la testa con un asciugamano e fai respiri profondi in modo da inalare il vapore sprigionato. Per rendere più intenso l'effetto aggiungi oli essenziali come tea tree o eucalipto oppure piante fresche, per esempio foglie di salvia e alloro.
8 Cosa mangi? Secondo gli esperti un consumo eccessivo di latticini può influire sulla produzione di muco. Punta su verdure e frutta di stagione: via libera a zuppe calde, spremute di agrumi e centrifugati, un concentrato di sali minerali e vitamine.
9 Olio gomenolato Disponibile in gocce nasali, può essere utilizzato nel caso di raffreddore e naso chiuso su bambini e adulti con posologia differente. Aiuta a liberare le vie aeree e dona sollievo. Attenzione, è da utilizzare per pochi giorni e previo consulto medico. Da evitare in gravidanza e durante l'allattamento.
10 Cucina! Cosa ne dici di tagliare una cipolla? Oltre alle importanti proprietà depurative e disinfettanti, tagliare la cipolla avrà l'effetto istantaneo... di sbloccare il naso! Sfrutta questo antibiotico naturale per una vellutata, poi aggiungi una spolverata di curcuma e pepe nero: stimolerà per le difese immunitarie.Fonte donna moderna
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martedì 2 ottobre 2018
venerdì 21 settembre 2018
Cistite: cosa mangiare e cosa evitare
Dolore o bruciore durante la minzione, bisogno di fare pipì più spesso del normale, urina scura o torbida, dolore al basso ventre e spossatezza: sono questi i sintomi tipici con cui si presenta la cistite, un’infiammazione del tratto urinario causata dalla risalita nella vescica di alcuni batteri che vivono normalmente nell'intestino o sulla pelle.
Oltre al trattamento farmacologico eventualmente prescritto dal medico e alla messa in pratica di alcuni semplici accorgimenti quali bere molta acqua, tenere la pancia al caldo ed evitare di avere rapporti sessuali, per trattare efficacemente la cistite è consigliabile intervenire anche sull’alimentazione, evitando i cibi che possono acuire il disturbo e preferendo invece alimenti dall’azione benefica.
Quali cibi evitare?
Durante un episodio di cistite, è consigliabile evitare il consumo di alimenti acidificanti come tè, caffè, alcol, cioccolato, carni lavorate, insaccati, fritti e cibi piccanti. Questi alimenti infatti possono contribuire ad irritare la vescica e peggiorare così i sintomi dell'infezione.
Anche la riduzione di zuccheri e carboidrati semplici (ovvero cibi zuccherini e contenenti farina bianca) può costituite una scelta vincente: i batteri infatti si cibano proprio di questi nutrienti, motivo per cui limitarne il consumo potrebbe privare i microrganismi del loro nutrimento. Meglio preferire i carboidrati complessi come quelli contenuti in pane, farina e riso integrali, quinoa, fagioli e patate.
Cosa mangiare?
Prima di entrare nel merito degli alimenti consigliati, è importante sottolineare come l’assunzione di grandi quantità d’acqua sia un accorgimento fondamentale in caso di cistite: bere molto infatti consente di diluire l'urina, abbassarne l’acidità e quindi ridurre l’infiammazione della vescica. Inoltre, svuotare la vescica più frequentemente aumenta la difficoltà per i batteri di moltiplicarsi.
Ecco quindi gli alimenti consigliati in caso di cistite.
- Verdure a foglia verde
Oltre a costituire una ricca fonte di preziosi nutrienti, spinaci, cavoli e broccoli sono alimenti in grado di supportare il sistema immunitario, un’azione fondamentale quando si tratta di combattere un’infezione batterica.
- Frutta fresca
Anche in questo caso, le vitamine, i minerali e gli altri nutrienti contenuti nella frutta di stagione contribuiscono al benessere dell’organismo e a rafforzare le difese immunitarie. Per fare scorta di quanti più benefici possibili, è consigliabile consumare almeno cinque porzioni di frutta al giorno.
- Succo di mirtillo
Non sempre tollerato in quanto leggermente acido (e quindi causa di irritazione alla vescica) e spesso contenente zuccheri aggiunti, il succo di mirtillo, come dimostrato dalla ricerca scientifica, impedisce ai batteri di insediarsi sulle pareti della vescica, limitando le possibilità che l’infezione si sviluppi o accresca. Per ottenere il massimo dei benefici da questo alimento, è bene assicurarsi di acquistare succo fresco e non concentrato, oppure preparare la bevanda direttamente a casa.
- Fibre e probiotici
Per mantenere l’equilibrio della flora intestinale, supportare l’azione dei batteri buoni su quelli cattivi e ridurre così le possibilità di infezione del tratto urinario, è bene consumare alimenti ricchi di fibre (come cereali, legumi e prugne secche) e probiotici, contenuti nello yogurt o assimilabili attraverso gli integratori.Fonte donna moderna
10 strategie contro la frustrazione
Definizione
Sembra che la radice del verbo "frustrare" venga da una parola che significa inganno. In effetti il desiderio mancato e ingannato sa esprimere il sapore triste e arrabbiato della frustrazione, uno stato di profonda prostrazione in cui è facile sentirsi impotenti, arrabbiati, sconfitti.
Quando ci troviamo in uno stato di difficoltà che percepiamo come insormontabile può accadere di perdere la speranza e sentirsi in gabbia. Ecco il senso profondo della frustrazione: sentirsi schiavi di una situazione da cui non riusciamo a evadere, né a cambiare.
Le strategie per vincere la frustrazione
1 Inizia a dire ciò che pensi... e fallo prima di tutto con te stessa. Esprimere il proprio pensiero è liberante. Forse ti farà perdere consensi e qualche (finto) amico, ma compenserai con numerosi risvolti positivi, perché nascondere le proprie verità significa ingoiare bocconi amari, spesso solo per la paura di perdere ciò che abbiamo, che sia una persona cara, il lavoro o un certo risultato.
2 Guarda in faccia le tue paure - Avere relazioni autentiche è impossibile se non siamo disposti a essere sinceri e la prima forma di sincerità è verso se stessi. Il vero coraggio non è l'assenza di paura, bensì la capacità di guardare ciò che può farci male. Che cosa potrebbe accadere se si realizzasse ciò che temi? Nella maggior parte dei casi scopriamo che... siamo comunque in grado di sopravvivere alla peggiore delle ipotesi.
3 Punta sui tuoi desideri - Che sia il lavoro o la persona amata, perdere ciò a cui teniamo è una possibilità con cui dobbiamo confrontarci. Fa male, certo. E fa paura. Ma continuare a vivere alla meno peggio ti sta rendendo felice? Impara a chiederti ciò di cui hai bisogno veramente e osserva le tue sensazioni: rispondere con sincerità è un allenamento quotidiano. Attenzione, per puntare sui tuoi desideri hai bisogno di lavorare sull'autostima.
4 Riscopri la fiducia - Da bambini ci si affida alla vita con una totalità disarmante. Sono le esperienze di vita, le cicatrici e le convinzioni accumulate negli anni a trasformarci in persone sospettose, pessimiste, scoraggiate. Smetti di lamentarti e inizia a ascoltare storie positive: ti daranno la forza per scoprire quanto sai essere combattiva. La resilienza si impara. Secondo i neuroscienziati fare cose nuove modifica le nostre mappe cerebrali e crea percorsi neuronali nuovi. Il cambiamento... accade anche nel cervello.
5 Libera la tua rabbia - Non è per niente facile, perché pochi di noi hanno imparato a gestire la rabbia e a utilizzarla in senso positivo. Assistiamo con paura, come spettatori immobili, alle esplosioni d'ira, perché la rabbia ci blocca, o devasta. Questo succede quando mettiamo un tappo alle emozioni. Inizia a considerare la tua rabbia una forza da usare per esprimere la tua creatività. Il tuo urlo muto può diventare un grido di battaglia. Coraggio!
6 Fai attività fisica - Muoversi è una sferzata positiva per il metabolismo, aiuta a eliminare le tossine... e i pensieri negativi! L'effetto è doppiamente positivo perché mentre svuoti la mente e ti concentri sul corpo la produzione di endorfine crea un effetto a cascata in grado di farti sentire gratificata, allenata alla fatica, forte. Migliorare il rapporto con te stessa aiuta lo sviluppo di nuove reti neuronali e disintossica dalle convinzioni che bloccano il cambiamento.
7 Togli la maschera - Nascondersi non serve a niente, soprattutto quando la persona a cui stai raccontando bugie sei tu. Cos'è che non va? Identificalo. Tenere un diario può aiutarti a osservare in profondità il tuo approccio alla vita: questo è il primo passo da fare se desideri veramente cambiare le cose. Il fiore del loto, delicato e bellissimo, nasce dal fango e ci ricorda che prima di elevarci dobbiamo sprofondare nell'abisso. Cresciamo grazie all'esperienza.
8 Interroga la tua frustrazione - Quale lezione puoi trarre da quello che vivi? Che cosa ti sta insegnando la difficoltà? Davanti a un no i bambini pestano i piedi e piangono: è il modo che abbiamo da piccoli per esprimere la frustrazione, una condizione psicologica che tutti siamo destinati a sperimentare nell'arco dell'esistenza. Ora non sei più una bambina: puoi iniziare a chiederti quali sono i tuoi limiti e quale prezzo sei disposta a pagare per superarli.
9 Visualizza - Sognare a occhi aperti può aiutarti a realizzare il tuo potenziale. Grazie ai test le neuroscienze hanno dimostrato che l'esercizio mentale stimola l'apprendimento e aiuta a realizzare un cambiamento a livello cerebrale: un po' come dire che inviamo al computer-cervello un'immagine che lui si occuperà di registrare e... realizzare! Usa l'immaginazione per iniziare a dare forma ai tuoi desideri.
10 Rilassati - «Posso farcela»: scrivilo sull'armadietto del bagno, appendi una lavagna in cucina; ripetilo alla mente e al cuore. Non sempre le cose cambiano con la velocità che vorremmo. Accettare il tempo è un sintomo di maturità. Durante l'infanzia apprendiamo il senso della frustrazione quando iniziamo a capire che il "voglio tutto e subito" non sempre può accadere. Ecco il grande insegnamento della frustrazione: se vuoi attuare un cambiamento sii pronta a fare fatica, stringi i denti. Chi non si arrende alla fine vince, perché affronta la vita senza sottrarsi e sa ancora ridere di cuore.Fonte donna moderna
giovedì 9 agosto 2018
Dieta mediterranea settimanale estiva: cosa cambia
La dieta mediterranea settimanale estiva è abbastanza diversa da quella che si segue durante i mesi più freddi. Questo perché questo sano programma alimentare invita tutti a scegliere frutti e verdure di stagione e cosa c’è di meglio di quelli estivi, tipicamente ricchi d’acqua e pertanto ideali non solo per mantenerci freschi e dissetati ma anche correttamente idratati? Ecco allora alcuni consigli per un menu settimanale estivo che segua le tradizionali regole di questa salutare dieta. Complice il caldo, in estate è più facile seguire una dieta poiché – tentazione dei gelati a parte – questa stagione mette a disposizione una grande varietà di frutti e ortaggi, ideali per saziarsi e per mantenere il peso forma. Bisognerebbe abbondare in tal senso, infatti la dieta mediterranea consiglia di assumerne dalle tre alle otto porzioni al giorno, scegliendo la frutta per i spuntini smorza-fame. Per il resto, la versione estiva consiglia abbondanti insalate miste fresche al posto di zuppe e minestroni, pasta e pane integrali al posto dei carboidrati raffinati, olio extravergine di oliva come condimento e pesce e carni magre (soprattutto pollo e tacchino) per le proteine. Godere delle bontà gastronomiche estive è parte dello stile di vita mediterraneo: pomodori freschi, fagiolini, melanzane, cetrioli abbondano sulle nostre tavole e le ricette che si possono preparare con gli alimenti tipici dei mesi caldi sono tantissime. Le regole di base sono le seguenti: abbondare con frutta e verdure ogni giorno; scegliere grassi sani come condimenti, ovvero l’olio di oliva; sostituite il sale con erbe e spezie; pesce o frutti di mare almeno due volte alla settimana; mangiare regolarmente piccole porzioni di noci, nocciole e mandorle; meglio la carne bianca, mentre il consumo di quella rossa andrebbe limitato moltissimo; sì alle zuppe fredde di legumi e a un po’ di vino rosso, se desiderato, ma con moderazione. Di seguito un esempio di menu settimanale della dieta mediterranea estiva. Come sempre, bisogna bere molta acqua ogni giorno, almeno due litri. Lunedì Colazione: 1 fetta di pane integrale con avocado, caffè o tè. Pranzo: 1 pita con formaggio light spalmabile, pomodori e spinaci; una mela, tè freddo o acqua. Cena: pollo al forno condito con erbe aromatiche, 1 tazza di verdure con un cucchiaio di olio EVO e del limone. 1 bicchiere di vino (facoltativo).
Martedì Colazione: una tazza di cereali integrali con del latte oppure uno yogurt magro e una coppa di frutti di bosco; caffè o tè. Pranzo: una tazza di bulgur, insalata di cetrioli, formaggio brie con tre cracker integrali, un’arancia, tè freddo o acqua. Cena: una fetta di salmone alla griglia, asparagi, mezza tazza di granita di limone e un bicchiere di vino (facoltativo). Mercoledì Colazione: 1 smoothie ai mirtilli, caffè o tè. Pranzo: insalata di verdure miste con un pugno di noci, tè freddo o acqua. Cena: pasta con spinaci e fagioli, un carciofo al vapore, 1 biscotto con mezza tazza di frutti di bosco e 1 bicchiere di vino (facoltativo. Giovedì Colazione: 1 tazza di frutta a fette con mezza tazza di yogurt greco, una fetta di pane integrale con un cucchiaio di burro d’arachidi, caffè o tè. Pranzo: 1 tazza di verdure miste con 2 cucchiai di Parmigiano Reggiano, 1 tazza di uva, tè freddo o acqua. Cena: verdure con salsiccia di pollo, 1 tazza di riso integrale e 1 bicchiere di vino (facoltativo). Venerdì Colazione: 1 tazza di cereali integrali con un cucchiaino di mandorle e 2 cucchiai di uva passa (latte facoltativo), caffè o tè. Pranzo: hummus e una pita, tè freddo o acqua. Cena: pesce al forno (a piacere), purè di patate con cavolo e olio di oliva, 3 pezzetti di cioccolaro fondente e un bicchiere di vino (facoltativo). Sabato Colazione: 1 uovo strapazzato con un cucchiaio di olio extravergine di oliva, 1 fetta di pane integrale tostato con miele, tè o caffè. Pranzo: due fette di pane integrale, noci, 1 tazza di melone a fette, tè freddo o acqua. Cena: agnello privo del grasso, melanzane arrostite, rucola, insalata di spinaci, fichi con biscotti e 1 bicchiere di vino (facoltativo).
Domenica Colazione: yogurt greco con mezza tazza di frutti di bosco, caffè o tè. Pranzo: torta salata di melanzane e carne, 1 tazza di finocchio e porri arrosto, 3 pezzetti di cioccolato fondente, tè freddo o acqua. Cena: cous cous con zucchine e gamberi alla griglia, una fetta di pane, una tazza di frutti di bosco e un bicchiere di vino (facoltativo). Come spuntini di metà mattinata e metà pomeriggio vanno bene snack come frutta fresca oppure un po’ di popcorn, dello yogurt magro, un pugno di noci o mandorle o altri alimenti spezza-fame, poco calorici. Per fare una corretta dieta mediterranea, soprattutto estiva, bisogna non trascurare l’importanza dell’attività fisica, che andrebbe svolta ogni giorno per almeno trenta minuti.Fonte GREENSTYLE
Dieta Miami: schema e come funziona
Dimagrire in pochi giorni senza dover effettuare troppe rinunce per un lungo periodo, ottenendo risultati visibili e la perdita di qualche chilo di troppo che impedisce di sentirsi bene con sé stessi: la dieta Miami è un regime ipocalorico restrittivo che aiuta a raggiungere questo obiettivo, una tabella alimentare da seguire per soli tre giorni molto diffusa negli Stati Uniti. Nata come variante della dieta trifasica “South Beach”, ideata dal cardiologo Arthur Agatson del Miami Heart Institute, rappresenta un regime dietetico mirato a una perdita di peso limitata – pari al massimo a tre chili – adatto quindi a chi desidera più che altro sgonfiarsi ed eliminare i liquidi in eccesso prima di un evento importante.
La dieta Miami non è raccomandata a chi si trova in forte sovrappeso, chi soffre di qualche patologia specifica e chi deve assumere farmaci quotidianamente: in tutti questi casi il parere del medico si rivela fondamentale per evitare rischi, fermo restando la necessità di rivolgersi a un professionista evitando diete durature fai da te.Lo schema della dieta Miami è abbastanza rigido: si propone di riattivare il metabolismo limitando fortemente il consumo di carboidrati a beneficio delle proteine, facendo in modo che l’organismo debba prelevare i grassi accumulati proprio per affrontare il fabbisogno energetico quotidiano. Al contrario di quanto avviene con la maggior parte delle diete ipocaloriche, tuttavia, la Miami non prevede l’assunzione illimitata di verdure e riduce il consumo di frutta, pertanto il rischio cui si va incontro è una carenza di sali minerali che può rivelarsi pericolosa, protraendo la dieta oltre i tre giorni indicati.In generale, la bevanda consentita è solamente l’acqua naturale e ovviamente sono aboliti tutti gli zuccheri aggiunti, ma anche il sale dovrebbe essere sostituito da spezie ed erbe aromatiche.Qui di seguito lo schema della dieta Miami suddiviso in tre giornate. Primo giorno Colazione: ½ pompelmo più una fetta di pane tostato con burro di arachidi (o un cucchiaino di miele) più caffè o tè (è ammesso il dolcificante). Pranzo: 100 grammi di tonno al naturale, una fetta di pane tostato più un caffè. Cena: 200 grammi di carne bianca ai ferri, 100 grammi di fagiolini e 100 grammi di barbabietole, una mela e 100 grammi di gelato alla vaniglia. Secondo giorno Colazione: un uovo sodo, mezza banana, una fetta di pane tostato più un caffè. Pranzo: 200 grammi di fiocchi di latte, 5 cracker integrali, un caffè. Cena: 2 wurstel lessati, 200 grammi di broccoli, 100 grammi di carote, 100 grammi di gelato alla vaniglia.
Terzo giorno Colazione: 5 cracker, 50 grammi di formaggio spalmabile, una mela e un caffè. Pranzo: un uovo sodo, una fetta di pane tostato. Cena: 200 grammi di tonno al naturale, 100 grammi di cavolfiore lessato, 100 grammi di barbabietola, 2 kiwi e 100 grammi di gelato alla vaniglia.Per mantenere a lungo i benefici ottenuti dalla dieta Miami le regole da seguire sono poche ma fondamentali. Il primo consiglio, valido anche nel corso dei tre giorni di dieta, è quello di fare almeno mezzora di attività fisica quotidiana indispensabile per eliminare le tossine e per favorire la digestione.Per non riprendere i chili persi è necessario evitare i cibi più calorici e gli snack fuori pasto che non siano yogurt magro o un frutto di stagione, i fritti e le bibite gassate e zuccherate. Meglio non saltare i pasti principali sforzandosi di masticare lentamente, bere a sufficienza soprattutto lontano dai pasti e introdurre nella dieta quotidiana più fibre, indispensabili per il benessere intestinale.Fonte GREENSTYLE
Dieta dei 22 giorni per dimagrire: come funziona e cosa mangiare
La dieta dei 22 giorni è un regime alimentare ideato da Marco Borges, che l’ha codificato in un suo volume. Alla base di questo percorso dietetico vi è l’alimentazione vegana, mentre la sua popolarità è ormai mondiale e molte star di Hollywood o della musica lo hanno scelto per tornare in forma.Tra le star che hanno scelto la dieta dei 22 giorni figurano anche Beyoncé e Jay-Z, che alcuni mesi fa si sono sottoposti al percorso dietetico insieme. Durante tale periodo la cantante ha perso circa 11 chili, ecco come e quali alimenti sono ammessi in queste 3 settimane.Come funziona e cosa mangiare La durata di 22 giorni è stata individuata dallo stesso nutrizionista, che ha definito tale periodo come ideale per rompere le abitudini consolidate in fatto di alimentazione. Proprio un cambiamento in se stessi è l’elemento centrale di questo approccio, che ripone un’assoluta importanza nella capacità di rinunciare a una quotidianità poco salutare in favore di un regime dietetico più sano e di una maggiore attività fisica.Tecnicamente le variazioni nella propria dieta e nelle abitudini di tutti i giorni dovranno avvenire nell’arco delle tre settimane principali, mentre a partire dal 22esimo giorno il corpo e la mente dovranno essere ormai pronti a raccogliere i risultati ottenuti e a mantenerli nel tempo. Innanzitutto occorre seguire alcune regole guida:
Meglio consumare verdure ed evitare cibi processati o sottoposti a prolungati trattamenti, evitando i prodotti di origine industriale; Cercare di attenersi alla regola che vuole l’80% delle sostanze assunte siano carboidrati (compresi quelli ottenuti da frutta, verdura, cereali, legumi e ortaggi vari), il 10% proteine e il 10% grassi; Preferire il consumo di cereali e legumi fino all’ora di pranzo, mentre a cena spazio alle verdure; Tre pasti al giorno, evitando di saltare il pranzo e di mettersi a letto subito dopo aver mangiato: meglio aspettare almeno un paio d’ore; L’attività fisica non deve essere trascurata, ma praticata per almeno 30 minuti al giorno; Bere molta acqua, senza attendere necessariamente lo stimolo della sete (che compare secondo l’esperto una volta che si è già disidratati), evitando bevande gassate, zuccherate o alcoliche. I prodotti dovranno inoltre rispettare quanto previsto dalla dieta vegana e provenire per quanto possibile da agricoltura biologica e a chilometro zero. Consentiti tra gli altri tè, cioccolato fondente vegan, zucchero di canna, sciroppo di malto, latte vegetale e spezie.Guida al menu per la dieta dei 22 giorni Ecco alcuni consigli e idee per un menu da consumare durante la dieta dei 22 giorni:
Colazione – Una colazione tipo è rappresentata da 40 grammi di fiocchi d’avena in una tazza di latte vegetale, accompagnati da un’ulteriore tazza di frutti di bosco e un caffè (o tè); possibile alternativa un budino di latte di riso o soia unito alla consueta tazza di frutti di bosco e a una bevanda (tè o caffè). Pranzo – Il pranzo ideale è rappresentato da una minestra o zuppa di legumi e cereali, da consumare eventualmente anche freddi (specialmente nel periodo estivo), senza tuttavia caricare troppo le porzioni per non appesantirsi. Cena – Il momento della cena può essere dedicato alle verdure, magari con una insalata ricca (almeno tre tazze di verdure) condita con olio d’oliva e arricchita con semi di zuccha o di canapa; possibile alternativa una patata piccola al forno condita con olio d’oliva e verdure al vapore. È inoltre possibile gustare, una volta al giorno, anche un dolce. Ecco alcune possibili scelte: una banana schiacciata con polvere di cannella; due brownie vegan; tre cubetti di cioccolato fondente vegano.Fonte GREENSTYLE
giovedì 14 giugno 2018
Rimedi naturali per il mal di schiena: come sconfiggere il colpo della strega
Rimedi naturali per il mal di schiena Uno dei dolori più comuni e che affligge milioni di persone ogni giorno, è il mal di schiena. Spesso, questo problema colpisce chi fa molti sforzi fisici o assumono posture scorrette. Le cause del mal di schiena cronico possono essere molto diverse fra loro e, in alcuni casi, la manifestazione del dolore potrebbe essere solo il sintomo di una patologia più importante. Esistono, comunque, diversi rimedi naturali che si sono dimostrati molto efficaci nell’alleviare questo tipo di condizione fisica. Eccone alcuni tra i più utili da tenere a mente in caso di mal di schiena.Mal di schiena: le cause
Il mal di schiena può avere differenti origini e cause. In linea generale, però, escludendo gravi patologie, l’insorgenza di questo tipo di dolore è da attribuire quasi sempre a una postura scorretta o a un eccessivo sforzo fisico. Un’altra possibile causa può essere la sedentarietà causata anche dall’eccessivo utilizzo di smartphone e computer che impongono nel consumatore una posizione del tutto innaturale per il collo e la schiena. Anche lo stresso può essere una causa scatenante; tensioni e cattivi umori, infatti, si ripercuotono anche sul fisico, sulla postura e la rigidità muscolare che può causare a sua volta intorpidimento.Rimedi naturali per il mal di schiena: olio essenziale di lavanda Anche gli oli essenziali, in particolare quello a base di lavanda, possono essere molto utili per i dolori localizzati. Le sue proprietà rilassanti aiutano ad alleviare il mal di schiena, rilassa i muscoli e scioglie le tensioni muscolari.
Rimedi naturali per il mal di schiena: lo yoga Praticare yoga quotidianamente può essere un toccasana per il nostro corpo, combatte la sedentarietà ed elasticizza i muscoli. Inoltre, alcune posizioni possono risultare specifiche proprio per questo tipo di problema. È bene, però, affidarsi a un vero maetro di yoga che conosca il mestiere e sappia indicare l’esercizio più consono al disturbo.Rimedi naturali per il mal di schiena: artiglio del diavolo Questa pianta è impiegata molto spesso per alleviare problemi, dolori e disturbi ai muscoli, alle ossa e alle articolazioni. Per questo motivo è indicata anche per chi soffre di mal di schiena. È possibile assumere i principi attivi della pianta tramite compresse, tintura madre e pomata. Rimedi naturali per il mal di schiena: salice bianco Il salice bianco è una pianta officinale dal forte potere antinfiammatorio. Questa proprietà è data dalla presenza di salicina nella corteccia della pianta. Inoltre, le sue proprietà analgesiche si sposano perfettamente con il dolore alla schiena. È sconsigliato il suo utilizzo durante la gravidanza e l’allattamento.Fonte vivi puro
Diabete basso: cosa mangiare?
L’ipoglicemia è il rapido abbassamento al di sotto dei valori normali del livello di zucchero nel sangue e rappresenta la più frequente complicanza acuta del diabete. Può manifestarsi con svariati sintomi: malessere generale, sensazione di fame, senso di debolezza, spossatezza, mal di testa, tremori, sudorazione, palpitazioni cardiache, indebolimento della vista, pallore, sonnolenza, depressione, irritabilità, cambiamento di personalità, incubi notturni, difficoltà di risveglio. Ma cosa mangiare? Quali sono le cause?Diabete basso, ecco le cause Le cause dell’abbassamento improvviso dei valori normali del livello di zucchero nel sangue, dunque ipoglicemia, può essere causato dal mancato rispetto degli orari e della tipologia della dieta, attività fisica non prevista, insulina o ipoglicemizzanti orali assunti in eccesso. L’ipoglicemia è più frequente nell’intervallo fra i pasti e nelle ore notturne. Cosa mangiare?
Cosa mangiare per il diabete basso? Se i sintomi sono evidenti è opportuno ricorrere subito, ovunque ci si trovi, a carboidrati ad assorbimento veloce (circa 20 grammi), come ad esempio:
4 zollette di zucchero(da portare sempre con sé), un cucchiaio da minestra scarso di zucchero, un cucchiaio da minestra di miele o marmellata, 1 banana grande o 2 piccole, 1 succo di frutta, 1 bicchiere di succo d’arancia, 200 cc di latte con 2 zollette di zucchero, 40 g di cioccolata al latte, 25 g di caramelle(5-6). Con sintomi più leggeri si può invece assumere carboidrati ad assorbimento più lento, come: 30 g di pane, 100g di frutta, 2 o 3 biscotti non dolci. Non assumere mai bevande alcoliche.Fonte vivi puro
Dieta vegetariana: cosa mangiare?
Vi piacerebbe tornare in forma dopo le feste e depurarvi, scegliendo una dieta vegetariana di 7 giorni che bruci i grassi e sia dimagrante, ma allo stesso tempo salutare? Solo per una settimana, potete provare la dieta della zuppa, ricca di ortaggi e legumi: ecco come seguirla giorno dopo giorno.Come preparare la zuppa Ingredienti e procedimento per preparare la zuppa: 3 gambi di sedano, 6 pomodori pelati, 6 cipolle grandi, 2 peperoni verdi, mezzo cavolo, un pizzico di sale marino, pepe nero e curcuma. Riempire una pentola di acqua salata, riscaldarla, quando bolle inserire le verdure fresche tagliate a pezzettini e farle bollire per circa 10 minuti. Si consiglia di prepararne una buona dose per poterla mettere in congelatore ed evitare di cucinarla ogni giorno. Questa zuppa è ricca di oligoelementi e sali minerali. La dieta dei sette giorni La dieta dei 7 giorni (tutti i pasti sono per pranzo e cena, colazione e spuntini di metà mattina e pomeriggio sono esclusi): 1 – Mangiare zuppa e frutta fresca, bere solo acqua o succhi naturali; 2 – A pranzo mangiare zuppa e verdure (no fagioli, lenticchie o piselli). A cena si può mangiare anche una patata al forno con un goccio d’olio d’oliva extravergine. 3 – Mangiare zuppa e frutta; 4 – Mangiare zuppa e banane (da un minimo di 3 ad un massimo di 6); 5 – Mangiare zuppa, due hamburger vegetariani e tre pomodori freschi; 6 – Mangiare zuppa e una cotoletta vegetariana; 7 – Mangiare zuppa e riso integrale. Questa dieta si può seguire per una settimana, non più di 7 giorni. (Si ricorda che prima di intraprendere qualsiasi tipo di dieta è sempre consigliato rivolgersi al proprio medico curante.Fonte vivi puro
Mela annurca benefici corpo: meno danni per l’uomo
La mela Annurca potrebbe ridurre la perdita dei capelli. A sostenerlo è uno studio condotto dal Pascale e dal Dipartimento di Farmacia dell’Università “Federico II” di Napoli. Ancora in fase sperimentale, la ricerca è iniziata sulle pazienti affette da tumore al seno.La sperimentazione con la mela annurca I ricercatori hanno notato che alcuni componenti della mela annurca avevano dei benefici sulla caduta dei capelli nei soggetti sani; somministrando una grossa dose di questo integratore nei soggetti affetti da tumore un mese prima della chemioterapia, e continuando a somministrarlo durante tutto il ciclo, i capelli in alcuni pazienti non sono caduti.
Lo studio sulla mela annurca “In base ai nostri studi preliminari – ha dichiarato Ettore Novellino, direttore del dipartimento di Farmacia dell’Ateneo Federico II – l’utilizzo per alcune settimane dell’estratto procianidinico di mela Annurca nei malati di cancro, preventivamente all’avvio dei cicli di chemio e durante il trattamento, sembrerebbe ridurre o bloccare la caduta dei capelli. Riscontro questo che è stato casualmente osservato in pazienti che già assumevano l’integratore per abbassare il colesterolo e che una volta ammalati di cancro si sono dovuti sottoporre ad un ciclo di chemioterapia. Abbiamo notato che in questi soggetti i capelli o non cadevano affatto o venivano persi in misura considerevolmente inferiore. Adesso verificheremo con metodo scientifico quest’osservazione che incrocia la ricerca clinica e valorizza un prodotto che sta suscitando interesse scientifico in tutto il mondo e in particolare nell’ambito delle malattie metaboliche e della tricologia”.
La fase clinica sulla mela annurca “Lo studio si basa su un solido razionale biologico, – ha detto Michelino De Laurentiis, direttore della Uoc di Oncologia Medica Senologica del Pascale – derivato da una lunga fase di sperimentazione pre-clinica in laboratorio, e sull’osservazione che pazienti che assumevano l’integratore per altri motivi, avevano una ridotta caduta dei capelli in corso di chemioterapia. Partendo da questi dati, abbiamo deciso di procedere alla fase sperimentale clinica, durante la quale pazienti con tumore della mammella che ricevono alcuni comuni tipi di chemioterapia alopecizzante assumeranno l’integratore a base di estratto procianidinico di mela Annurca, per verificare in via definitiva se questo e’ realmente in grado di prevenire la caduta di capelli da chemioterapia”.Fonte vivi puro
Dieta dei colori: funziona? Ecco come
La dieta dei colori si basa sul consumo di frutta e verdura suddivise per gruppi di colore: per dimagrire basterebbe mangiare una porzione di ognuno, dando seguito così a una alimentazione sana, bilanciata e con un basso apporto calorico. Ma come funziona? E quali sono i gruppi di alimenti? Come si dividono per colori? Ecco tutto quello che c’è da sapere…Come funziona la dieta dei colori? La dieta dei colori attribuisce un colore diverso ad ogni giorno, con un menù che fornisce circa 1200- 1250 kilocalorie al giorno. Si tratta quindi di un regime ipocalorico a tutti gli effetti, che mette in primo piano frutta e verdura a salvaguardia della salute.
I cibi bianchi I cibi bianchi, come aglio, cipolla, cavolfiore, finocchi, funghi, pere, porri e sedano, hanno la proprietà di rassodare la pelle e controllare la pressione del sangue. Il merito è sostanzialmente della quercetina, un flavonoide prezioso per la sua azione antiossidante. Aiutano la digestione e hanno proprietà depurative, capaci di regolare il colesterolo “cattivo”.I cibi rossi I cibi rossi, come le fragole, il cocomero, i pomodori e i ravanelli, hanno un potere antiossidante. Contengono infatti licopene, che protegge il cuore. Facilitano la perdita di peso perché stimolano il metabolismo e lo rendono più veloce.I cibi blu e viola I cibi blu-viola, come mirtilli, melanzane, prugne, fichi e uva nera, sono fondamentali soprattutto nella prevenzione delle patologie cardio-vascolari e e stimolano la funzione della vista. Calmano il senso di fame, perché hanno un potere sedativo e rilassante.
I cibi giallo – arancio I cibi giallo-arancio, come albicocche, arance, mandarini, carote, kaki, zucca, pesche, nespole, contengono beta-carotene, il precursore della vitamina A, indispensabile soprattutto per proteggere la pelle dall’invecchiamento cellulare. Hanno proprietà diuretiche e, quindi, contrastano la cellulite.fonte vivi puro
Come combattere l’ipertensione
Come combattere l’ipertensione? Anzitutto è necessario stabilire fino a che punto i valori di pressione possono essere considerati normali e quando, invece, si deve cominciare a parlare di ipertensione. Su questo punto le regole sono cambiate nel corso degli anni. Le ultime le hanno appena dettate l’American College of Cardiology e l’American Heart Association e stanno facendo molto discutere. Anzi, secondo alcuni esperti i nuovi parametri per definire l’ipertensione (e di conseguenza le terapie) sono troppo restrittivi e rischiano di creare danni, soprattutto nella popolazione anziana, come hanno appena ipotizzato due nefrologi dell’University of Chicago, George Bakris e Matthew Sorrentino sul New England Journal of Medicine.
Combattere l’ipertensione In attesa di nuove direttive che l’European Society of Cardiology e l’European Society of Hypertension (Esh) stanno mettendo a punto e presenteranno nel giugno prossimo a Barcellona in occasione del congresso dell’Esh. Punto primo: secondo gli americani è da considerare pressione «normale» quella sotto i 120 millimetri di mercurio (mmHg) di massima (pressione sistolica, quando il cuore si contrae) e sotto gli 80 di minima (pressione diastolica, quando il cuore si rilascia). Gli europei, invece, ritengono «ottimale» una pressione al di sotto dei 120 e degli 80, ma ritengono ancora «normali» valori fino a 130-84 e «normali alti» fino a 139-89. Preoccupante, invece, quando i valori sono tra i 120 e i 129 di massima e sotto gli 80 di minima si comincia a parlare di pressione elevata (che potrebbe richiedere un trattamento farmacologico se è già presente un rischio cardiovascolare, altrimenti è sufficiente intervenire sullo stile di vita). Terzo: se la massima è compresa fra 130 e 139 e la minima fra 80 e 89, si tratta di ipertensione di stadio 1 (da trattare con farmaci). Quarto: oltre i 140 di massima e oltre gli 80 di minima si passa allo stadio 2 dell’ipertensione (che richiede un trattamento farmacologico).
Come abbassare l’ipertensione «Una serie di studi clinici ha dimostrato che abbassare la pressione sotto i 140 di massima e i 90 di minima comporta un vantaggio in termini di riduzione del rischio cardiovascolare – commenta Enrico Agabiti Rosei, Past Presidente dell’Esh -. Questo beneficio può ancora aumentare, con un’ulteriore riduzione della pressione, ma sempre meno». Ecco allora due regole importanti da ricordare di fronte a un paziente iperteso. «La prima è quella di individualizzare il trattamento, caso per caso, facendosi guidare dalla clinica – continua Agabiti Rosei -. La seconda suggerisce di cominciare la terapia il più presto possibile, prima che si sia instaurato un danno d’organo come un’ipertrofia cardiaca o alterazioni vascolari e renali. Questi danni, poi, non regrediscono con la terapia e costituiscono il cosiddetto rischio residuo». Una terza, valida, indicazione arriva proprio dalle nuove dalle linee guida americane: «Il suggerimento è quello di utilizzare subito due farmaci antipertensivi di fronte a livelli pressori superiori a 140 – precisa Mancia -. E non, come spesso si fa, cominciare con uno e poi associarne un secondo. La combinazione non solo è più efficace, ma aumenta l’aderenza alla terapia».Fonte vivi puro
Digestione lenta: come risolvere il problema coi rimedi naturali
Il fenomeno della digestione lenta, di norma, è legato al nostro regime alimentare e, quindi, ai cibi che consumiamo spesso. Vi possono essere fattori esterni in grado di concorrere nell’insorgenza di questa condizione, ma più spesso sono proprio gli alimenti che mangiamo a favorirla. Quando non vi sono gravi patologie, però, questa situazione si può risolvere grazie ad alcuni accorgimenti e a semplici rimedi naturali. Non dimentichiamoci, infatti, che i cibi sani sono i nostri primi alleati quando si parla di mantenere un fisico sano ed equilibrato. Ecco tutto quello che bisogna sapere per aiutare lo stomaco a stare meglio.Digestione lenta: cause Le cause di una digestione lenta possono essere molte. In primo luogo vi è spesso implicato il nostro regime alimentare: cibi pensanti da digerire, eccessivamente speziati o con troppo condimento, aumentano le difficoltà di processo da parte dell’apparato digerente. Tra le bevande sicuramente nocive per lo stomaco vi è l’alcool, mentre per quanto riguarda i cibi, sicuramente quelli fritti, ricchi di grassi. Inoltre, anche alcuni tipi di pesce e di carne possono favorire la digestione lenta, come l’agnello oppure il salmone. Per quanto riguarda, invece, i disturbi e le malattie, le intolleranze alimentari come la celiachia possono avere un ruolo nella difficoltà di digestione. Da un punto di vista meccanico e fisico, invece, una masticazione poco accurata può creare problemi, da qui gli episodi di reflusso gastroesofageo o ulcere.
Digestione lenta: sintomi Come sintomo principale di una digestione lenta vi è senza dubbio la classica sensazione di pesantezza a livello dello stomaco. Ci si sente affaticati, spossati e si possono sviluppare episodi di reflusso gastroesofageo. I soggetti che soffrono spesso di questa condizione, inoltre, possono presentare le seguenti situazioni: sonnolenza, gonfiore, rigetto, acidità, nausea, mancanza di appetito e bruciore.
Digestione lenta: rimedi naturali efficaci per lo stomaco Vi sono alcuni rimedi naturali che nel tempo si sono dimostrati molto efficaci nel combattere gli episodi di digestione lenta. Uno di questi consiste nell’assunzione di carbone vegetale, molto consigliato soprattutto se si verifica il reflusso gastroesofageo, alitosi, diarrea, aerofagia, intestino irritabile e acidità di stomaco. Anche le tisane e gli infusi a base di zenzero, ortica, camomilla, menta, salvia e genziana che favoriscono la digestione e la depurazione dell’apparato digestivo. Fra gli alimenti che non dovrebbero mancare in una corretta dieta alimentare troviamo, inoltre, i semi di finocchio, un rimedio naturale perfetto per i casi di lenta digestione, pesantezza, difficoltà intestinali e dolore allo stomaco. La liquirizia, invece, possiede forti proprietà antisettiche e antibatteriche, e protegge la mucosa gastrica. Ovviamente, nei soggetti che soffrono di ipertensione, l’assunzione di liquirizia è altamente sconsigliata. In generale, è consigliabile comunque farsi visitare da uno specialista, sia per escludere patologie esistenti, sia per definire una dieta corretta e bilanciata.Fonte vivi puro
lunedì 21 maggio 2018
Rimedi naturali per la dermatite
La comparsa di una dermatite può dipendere da allergie, dal contatto con sostanze irritanti o anche dall’uso di farmaci e cosmetici, ma se non è scatenata da nessuna di queste cause, la sua comparsa è attribuita ad uno stress psico-fisico. Solitamente, la dermatite da stress interessa il cuoio capelluto, il viso, il collo, le mani e i piedi, ma può colpire anche la zona delle palpebre e gli occhi. L’eruzione cutanea che ne deriva può essere più o meno intensa e causare una sensazione di prurito o calore più o meno fastidiosa, provocando la necessita di grattarsi con insistenza. Questa situazione, però, non fa altro che peggiorare la condizione fisica della persona perché può comportare ferite, abrasioni, escoriazioni e un reale rischio di contrarre delle infezioni.
lavaggi troppo frequenti esposizione a sostanze irritanti attraverso l’utilizzo di alcuni cosmetici o prodotti detergenti eccessiva esposizione a umidità e/o freddo carenze alimentari Leggi anche: Tutte le news con ViviPuro Come si manifesta la dermatite da stress? La dermatite da stress si manifesta come un’infiammazione improvvisa della cute. La reazione più comune della dermatite da stress è caratterizzata da alcuni sintomi caratteristici, fra i quali l’intenso prurito è sicuramente il principale. I sintomi non differiscono granché da quelli di una normale dermatite allergica da contatto, per la quale può infatti essere inizialmente scambiata. Tra gli altri sintomi ci sono:
arrossamento della pelle desquamazione secchezza della pelle vescicole abrasioni crosticine gonfiori pruriginosi Come curare la dermatite da stress? Tra i rimedi naturali per curare la dermatite da stress citiamo: massaggi con gel d’aloe puro o addizionato con qualche goccia di olio essenziale di lavanda e camomilla. Oppure, per calmare prurito e rossore, è utile anche diminuire i lavaggi, soprattutto se fatti con detergenti troppo schiumogeni e aggressivi. Per avere sollievo dalla dermatite da stess sono ottimi i bagni a base di amido di riso: basta aggiungere qualche cucchiaio di amido all’acqua della vasca e rimanere in immersione per almeno 20/30 minuti. Infine, sembra che l’esposizione al sole sia in grado di ridurre il fastidio, soprattutto dovuto al prurito.Fonte vivi puro
Abbronzatura, la maschera fai da te di Clio per abbronzarsi presto ed in salute
Abbronzarsi subito e senza rischi è possibile: tante le ricette di maschere e lozioni fai da te, che permettono di ottenere in poco tempo un’abbronzatura perfetta in tutta naturalezza. La maschera qui proposta è quella realizzata da Clio Zammateo, famosa make up artist, nel programma “Clio Make Up”. Gli ingredienti necessari per preparare questa ricetta naturale sono 2 cucchiai di polpa di kaki, 1 carota e 2 cucchiai di polpa di zucca.
Il procedimento da seguire è molto semplice: per prima cosa occorre versare in una terrina la polpa di kaki e la carota grattugiata e mescolare. Kaki e carota contengono molta vitamina C e soprattutto betacarotene, un precursore della vitamina A che favorisce e mantiene l’abbronzatura. Si procede poi ad aggiungere due cucchiai di polpa di zucca. Mescolato il tutto, la maschera va applicata su viso e decolletè per 15 minuti circa. Risciacquate con acqua fresca.
Ricorrere a maschere naturali è un ottimo modo per favorire l’abbronzatura, evitando dannose scottature alla pelle e raggiungendo gradualmente ed in salute una gradevole abbronzatura dorata. Inutile dire che all’utilizzo di questa maschera va sempre affiancato il ricorso ad una buona protezione solare, da applicare sempre prima dell’esposizione al sole. Ciò permette di ritardare l’invecchiamento cutaneo e prevenire rischi di allergie e tumori alla pelle.Fonte vivi puro
Pulizia viso fai da te: i 4 rimedi naturali più efficaci
Ecco 4 efficaci rimedi naturali per la vostra pulizia del viso fai da te. In poche semplici e veloci mosse renderete la vostra pelle più luminosa e liscia. Vediamo quali sono. La pulizia viso è un gesto necessario per la salute della nostra pelle. Un’azione che può essere realizzata anche utilizzando gli elementi che la natura ci offre, ingredienti per la nostra pulizia viso fai da te che ci assicurano un notevole risparmio economico. Rimedi naturali semplici e veloci che possiamo preparare in poche mosse ottenendo degli ottimi risultati. Zucchero di canna e olio di oliva sono gli ingredienti per il nostro primo scrub al naturale che ci donerà una pelle liscia, curata e sana.
Per prepararlo è necessario mescolare un cucchiaino di zucchero di canna con uno di olio di oliva fino ad ottenere un composto pastoso. Prima di applicare il vostro scrub ricordatevi di pulire il viso accuratamente, una volta steso lasciatelo agire per qualche minuto prima di risciacquarlo. Il secondo rimedio fai da te molto efficace è la maschera purificante al cetriolo e menta che ha un’azione idratante, rinfrescante ed esfoliante. Oltre a mezzo cetriolo e venti foglie di menta sono necessari due cucchiai di yogurt bianco e due di farina d’avena. Una volta tagliato il cetriolo a piccoli pezzi frullatelo assieme alle foglie di menta, lasciate riposare per dieci minuti prima di aggiungere la farina e lo yogurt. Una volta pronta la vostra maschera applicatela sul viso per quindici minuti, il tempo necessario perché faccia la sua azione.
Se il vostro problema sono punti neri e brufoli un’ottima soluzione è la maschera al limone, armatevi del succo di mezzo limone, di un albume d’uovo e di quattro cucchiaini di miele. Il primo passaggio è montare, in una ciotola, l’albume a neve, una volta terminato aggiungete il miele e il limone e amalgamate il tutto. Applicatelo sul viso per dieci minuti e subito dopo lavatevi con acqua tiepida in modo da togliere tutti i residui. Un ultimo rimedio fai da te se avete una pelle spenta e opaca è la maschera con miele, latte fresco e farina. Versate in una terrina tutti gli ingredienti, mescolateli sino a ottenere un composto omogeneo e applicatelo sul viso. A questo punto aspettate per dieci minuti che la maschera svolga la sua azione, passato il tempo di posa il vostro viso sarà più luminoso e vitale che mai.Fonte vivi puro
giovedì 17 maggio 2018
Semi di lino: proprietà, benefici e tutti gli usi
I benefici effetti dei semi di lino sull'organismo Gustosi e nutrienti, i semi di lino vantano numerose qualità benefiche per l'intero organismo cosi come l'olio che se ne estrae. Ecco i principali. Antinfiammatori e immunostimolanti I semi di lino contengono acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, e grassi saturi come l’acido stearico e palmitico, mucillagini emollienti, proteine, sali minerali e lignani, un genere di polifenoli antiossidanti capaci di contrastare funghi e batteri e, secondo gli studi fitologici, di esercitare un effetto preventivo contro le patologie correlate allo stile alimentare come il diabete di tipo II e il cancro, in particolare contro i tumori estrogeno-dipendenti. Inoltre gli acidi grassi dei semi di lino svolgono una potente azione antinfiammatoria e immunostimolante e intervengono nella formazione delle membrane cellulari, rinforzandole e contrastando i processi infettivi e degenerativi e l’invecchiamento dei tessuti. Per questo è consigliato spesso come coadiuvante in tutte le patologie croniche, come le artriti, l'asma e le emicranie ricorrenti. Semi di lino per cuore e arterie Ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3, 6 e 9, i semi di lino esercitano un benefico effetto sul sistema cardiovascolare perché promuovono l'espulsione del colesterolo LDL, favorendo la sintesi del colesterolo buono HDL, regolarizzando il battito cardiaco e prevenendo l’insorgere di malattie cardio-vascolari. Inoltre aiutano a smaltire i trigliceridi, mantenendo le arterie pulite e regolando la pressione sanguigna.
Cervello e sistema nervoso L'effetto antidegenerativo dei semi di lino si estende anche al cervello e al sistema nervoso: oltre a proteggere le arterie cerebrali dalla sclerosi, contengono vitamine del gruppo B, vitamina C ed E, sali minerali come magnesio, calcio, potassio, zinco, ferro, manganese, rame, fosforo e selenio e acidi grassi essenziali come la fosfatidilcolina - un componente delle membrane cellulari - che aiutano a proteggere le cellule cerebrali dalle malattie neurodegenerative, migliorando anche le prestazioni cognitive. Sistema gastroenterico L'azione antinfiammatoria e lenitiva dell'olio di semi di lino è un toccasana per le mucose dello stomaco, che sfiamma e protegge dal rischio di gastriti e ulcere. Inoltre contiene mucillagini dolcemente lassative che regolano le funzioni intestinali, liberando l'organismo dalle scorie e contrastando disturbi come la stipsi e il colon irritabile, con un effetto emolliente e preventivo contro le intolleranze alimentari di origine tossica o infiammatoria. Per un'azione più blanda ma efficace è consigliabile, alla sera, preparare un "infuso a freddo" ponendo un cucchiaino di semi di lino in un bicchiere d'acqua minerale naturale, coprire il bicchiere con un piattino e lasciarli riposare tutta la notte, perché rilascino le loro mucillagini cicatrizzanti e lenitive. La mattina bere l’acqua a digiuno. Sistema riproduttivo L'olio di semi di lino regola le mestruazioni e contribuisce a contrastare sia i disturbi menopausali che i sintomi della sindrome dell'ovaio policistico, come l'aumento di peso, le irregolarità mestruali, l'infertilità, l'acne e la proliferazione di peli (irsutismo). N.B. Se consumati crudi, i semi di lino come altri alimenti possono interferire con il metabolismo dello iodio. E' preferibile quindi consumati con moderazione in caso di ipotiroidismo da carenza di iodio. L'olio di semi di lino, inoltre, non va assunto in concomitanza con l'aspirina, i farmaci antinfiammatori e anticoagulanti e gli integratori contenenti aglio o ginkgo biloba, olio di pesce.
Come assumere l’olio di semi di lino Dato l'elevato contenuto di acidi grassi (fino al 58%) è sufficiente assumere un cucchiaino di semi di lino, la mattina a digiuno, per soddisfarne il fabbisogno quotidiano. Una volta aperto, l’olio di lino va conservato in frigorifero, per non più di un mese. È importante assicurarsi che l'olio di semi di lino per uso alimentare sia garantito puro. Prima di acquistarlo controllate quindi che nell’INCI (internatiomnal nomenclature of cosmetic ingredients) riportato sulla confezione sia indicato come Linum Usitatissimum Oil senza sostanze chimiche aggiunte. Olio di semi di lino per pelle e capelli Grazie alle sue elevate capacità antiossidanti, l'olio di semi di lino aiuta a mantenere una carnagione liscia, compatta e idratata, contrastando la lassità dei tessuti, attenuando le rughe grazie alla sua ricchezza di acido linoleico, che regola l’idratazione, donando elasticità e resistenza all’epidermide. Per mantenere la pelle morbida ed elastica, dopo la doccia applicatelo sul corpo ancora umido, massaggiando fino a completo assorbimento. L'olio di semi di lino è noto come un vero toccasana per i capelli secchi, spenti e sfibrati: basta versarne qualche goccia sulle mani e passarle sui capelli per renderli morbidi e lucenti. In caso di capelli danneggiati o crespi applicare sui capelli un impacco nutriente di olio di semi di lino, lasciare in posa per mezz'ora e lavare con uno shampoo delicato. Applicato sulla pelle del capo l'olio di semi di lino costituisce un ottimo rimedio antiforfora, poiché normalizza la produzione di sebo, mentre nebulizzato sui capelli asciutti previene la formazione di doppie punte. Fonte riza.it
Insonnia: sintomi, cause, cure e rimedi naturali
Gli oligoelementi che favoriscono il sonno Il composto ManganeseCobalto è l'oligoelemento di base dei disturbi del sonno, che l'oligoterapia attribuisce ad una distonia del sistema neurovegetativo. Ad esso si associano altri oligoelementi: Il Magnesio è utile nell'insonnia primaria accompagnata da ipereccitabilità motoria, con spasmi, crampi, senso di oppressione e affaticamento psicofisico, umore tendenzialmente depresso. Il Fosforo è consigliato nelle insonnie da stress e ansia, con iperemotività, astenia mentale, calo delle prestazioni intellettuali, abulia. La terapia prevede una dose sublinguale di Manganese-Cobalto a giorni alterni, più una di Magnesio o di Fosforo in base al tipo d'insonnia.
I diversi tipi d'insonnia Capita a tutti, ogni tanto, di dormire male o di passare una notte in bianco, ma se il problema perdura oltre una settimana c'è il rischio che si inneschi un circolo vizioso tale da renderlo cronico. Ricorrere ai sonniferi però è una pessima idea, perché riducono le fasi REM, inducendo un sonno di cattiva qualità che ci lascia spossati al risveglio. Inoltre creano rapidamente una dipendenza psicofisica che, di rimbalzo, aggrava l'insonnia precedente non appena si smette di assumerli. i rimedi verdi contro l'insonnia primaria L'insonnia primaria (o condizionata) costituisce il 15% circa delle insonnie. Chi ne soffre vive con angoscia e tensione il fatto stesso di andare a letto e mettersi a dormire. Benché sia insonnolito all'ora di coricarsi, non appena si mette a letto si ritrova improvvisamente sveglio, irrequieto, incapace di dormire. Questo tipo di insonnia colpisce in genere soggetti tendenzialmente ansiosi, afflitti spesso da cefalee, tensione muscolare, irrequietezza motoria. Il fitoterapico più indicato in questi casi è l'Escholzia Californica, una papaveracea ansiolitica, antispasmodica e rilassante, priva di sostanze narcotiche e tossicità, utile anche quando l'insonnia si accompagna con la cefalea. Si assume in tintura madre, 30 gocce due o tre volte al giorno. Tra gli omeopatici è utile Gelsemium, rimedio specifico dell'insonnia condizionata, tipica di chi si corica con l'angoscia di non riuscire ad addormentarsi e di passare un'altra notte in bianco. Si assume alla 30 CH, 3 granuli tre volte al giorno fino a miglioramento.
I farmaci che generano insonnia Pochi sanno che molti farmaci di uso comune interferiscono con il sonno: in particolare gli antidepressivi, gli ansiolitici e gli estratti tiroidei, ma anche i bronco-dilatatori usati contro l'asma, i beta-bloccanti, gli steroidi e gli ipnotici, che inducono rapida assuefazione, possono portare rapidamente ad una grave insonnia persistente. Se si è costretti a usarli si può contrastarne l'effetto negativo assumendo, subito dopo il farmaco, 3 granuli di Nux Vomica 9 CH, sotto la lingua.Insonnia da addormentamento ritardato È l'insonnia dei cosiddetti gufi, che non riescono ad addormentarsi prima che sia notte fonda e continuano a rigirarsi nel letto, spostare coperte e cuscini, accendere e spegnere la luce per controllare l'ora ecc. Quando riescono ad addormentarsi, però, il sonno si protrae indisturbato per le successive 7/8 ore. La sindrome da sonno ritardato è dovuta allo spostamento in avanti di 4/5 ore del ritmo sonno-veglia rispetto a quello buio-luce. Per questo tipo di insonnia può essere utile assumere per un breve periodo un'integrazione di melatonina naturale a basso dosaggio per riallineare i ritmi circadiani, nella dose di 1 compressa un'ora prima di coricarsi, per un mese. La floriterapia consiglia il fiore di Bach White Chestnut, prezioso per tutti coloro e passano la notte svegli a rimuginare sul sonno che non arriva. Se ne prendono 2 gocce in due dita d'acqua mezz'ora prima di dormire. Tra i rimedi omeopatici è indicato Arnica, rimedio delle persone fisicamente ed emotivamente ipersensibili, tese e tendenzialmente ipocondriache, che si rigirano nel letto senza trovar pace: un tipo di insonnia che nasconde talvolta un'angoscia di morte. Si assume alla 15 CH, 5 granuli un'ora prima di coricarsi. Se l'insonnia è invece dovuta all'iperattività mentale è preferibile assumere Coffea cruda 5 CH, 5 granuli prima di coricarsi, ripetibili durante la notte. Insonnia da risveglio precoce Contrariamente ai gufi, le cosiddette allodole si addormentano facilmente, magari davanti alla TV, e in genere si coricano presto. Ma alle prime luci si svegliano e non riescono più a riaddormentarsi. Comune nelle persone anziane, la sindrome da risveglio precoce genera meno angoscia perché non influisce sulle attività lavorative, ma può essere un problema nei rapporti col partner, specialmente se uno dei due è un gufo e l'altro un'allodola. Talvolta nasconde un fondo depressivo. Il fitoterapico utile per questo tipo di insonnia è l'iperico che unisce alle proprietà ansiolitiche la capacità di aumentare la trasmissione serotoninergica, dissolvendo le ombre depressive. Si assume in tintura madre, 30 gocce in poca acqua due volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti principali. Il rimedio omeopatico consigliato è Natrum muriaticum, particolarmente indicato per le insonnie che insorgono nel climaterio o nell'andropausa, dopo una delusione sentimentale, nelle persone riservate e chiuse. Si assume alla diluizione 15 CH, 5 granuli a metà pomeriggio e un'ora prima di coricarsi. Insonnia a intermittenza Addormentarsi non è difficile, ma il sonno è spesso interrotto da risvegli che possono durare da pochi minuti a un'ora. Il sonno poi riprende, per interrompersi nuovamente dopo un po'. Questo tipo di insonnia è dovuto a uno stato di sovreccitazione del sistema nervoso, che rende la persona ipersensibile agli stimoli interni ed esterni. In genere colpisce le persone caratterizzate da ansia da ipercontrollo. Un buon rimedio dell'insonnia a intermittenza è la scutellaria: la sua capacità sedativa, paragonabile a quella delle benzodiazepine, rilassa rapidamente il sistema nervoso, favorendo un sonno profondo. N.B. Non assumere in gravidanza o durante l'allattamento. Modo d'uso: 20/30 gocce di tintura madre in poca acqua due o tre volte al giorno. Il rimedio floreale indicato per questo tipo di insonnia è Cherry Plum, da assumere in diluizione, nella dose di 4 gocce quattro volte al giorno. Le cose sa non fare Niente doccia prima di andare a letto: è risvegliante, mentre un bagno caldo con qualche goccia di olio essenziale di sandalo rilassa profondamente. Niente ginnastica prima di dormire: mette in tensione i muscoli e stimola il rilascio di adrenalina No ai sonnellini diurni. Recuperare nel pomeriggio il sonno perduto di notte instaura un circolo vizioso di notti bianche e giorni assonnati. Meglio resistere e aspettare la sera per crollare addormentati. No al computer prima di andare a letto: genera campi magnetici che interferiscono con le onde cerebrali e alterano i ritmi del sonno i rimedi omeopatici per l'insonnia occasionale Un disturbo del sonno temporaneo può essere curato, secondo l'evento scatenante, con alcuni rimedi specifici, da scegliere in base all'evento scatenante. Tutti i rimedi vanno assunti alla diluizione 30 CH, nella dose di 3 granuli tre volte al giorno. Aconitum: Impossibilità di dormire dopo un evento di forte impatto emozionale, che ha lasciato una sensazione di paura. L'agitazione motoria rende impossibile rilassarsi, non appena si corica viene sopraffatto dall'angoscia, deve alzarsi e mettersi a camminare. Argentum nitricum: insonnia prima di un evento importante, come un esame, un appuntamento amoroso, un colloquio di lavoro, con agitazione motoria. Utile anche per i bambini che non dormono e si lamentano di avere mal di pancia prima di un'interrogazione, un compito in classe o un esame. Nux vomica è l'insonnia dell'uomo moderno, indaffarato, in costante surmenage, sempre sotto pressione, che per non cedere allo stress beve caffè, liquori e fuma molto. La sera invece si corica tardi e fatica a prendere sonno, si sveglia alle 4 o alle 5 e non riesce a riaddormentarsi fino alle 8, quando è ora di alzarsi. Ignatia amara insonnia dopo un lutto, un dispiacere, una delusione amorosa. Insonnia paradossa: può dormire nel frastuono più fastidioso ed essere sensibile al ticchettio dell'orologio, che lo esaspera impedendogli di addormentarsi. Lachesis: Insonnia in menopausa, con vampate di calore che risvegliano la donna nel mezzo della notte, senso di strangolamento e incubi minacciosi. Bellis perennis: Risveglio anticipato, nelle persone che si sentono calpestate dalla vita, stanche e profondamente traumatizzate.Fonte riza.ithttps://www.riza.it/home.html
La dieta per la donna dopo i 40 anni
Come dimagrire velocemente Sono tre le strategie di base per creare una dieta dimagrante veloce e conservare il peso forma dopo i quarant’anni, mantenendo anche una pancia piatta, fianchi e glutei snelli e tonici. La prima consiste nell’aumentare l’apporto di proteine magre e nel ridurre gli zuccheri (senza eliminarli!). La seconda nel prevenire i picchi glicemici utilizzando le corrette combinazioni dimagranti. E la terza richiede una maggiore attività fisica moderata ma costante e quotidiana. Ecco come procedere in pratica. Più proteine magre da aggiungere in ogni pasto per mantenersi in forma Per nutrire, tonificare e aumentare la muscolatura dopo i 40 anni, è importante consumare un alimento proteico in ogni pasto. A colazione, per esempio, si potrà scegliere tra frutta oleosa, latte, yogurt, ricotta, fiocchi di latte, grana o parmigiano, salmone. A pranzo e cena, si può optare per carni bianche, pesce di mare (preferibilmente ricco di Omega3 che proteggono cuore e cervello), uova, ricotta, grana e parmigiano, ma anche legumi, tofu, tempeh. La scelta non dovrebbe però cadere sulla stessa tipologia di alimento proteico mangiato a colazione. Per avere un’idea delle quantità basta fare riferimento ai menu proposti al termine di questo articolo. Occorre invece ridurre pane, pasta, cereali e derivati in genere, privilegiando il consumo di quelli integrali e con un indice glicemico medio. Vediamo perché qui di seguito.
È vero che ci vuole una dieta ipocalorica dopo i 40 anni? No, ci vogliono le corrette combinazioni dimagranti Imparare ad abbinare bene i cibi è sempre una strategia vincente, in ogni tipo di percorso dimagrante e ancor di più dopo i quarant’anni. Ed è utile anche per la prevenzione del diabete e della formazione di grasso addominale. Ma cosa sono i picchi glicemici? Scopriamolo insieme. Se, per esempio, a pranzo mangio 50g di pasta bianca (raffinata, priva di fibre) con salsa di pomodoro e basta, gli zuccheri della pasta arriveranno rapidamente nel sangue, alzeranno la glicemia (picco alto), provocando una maggior produzione di insulina e il rallentamento del metabolismo. Ciò perché il corpo percepisce un eccesso di zuccheri e cerca di metterli da parte sotto forma di grasso (soprattutto addominale). Se, invece, mangio 50g di pasta integrale condita con verdure e a queste aggiungo, per esempio, 2 uova sode o 150g di pesce, ecco allora che lo zucchero arriverà più lentamente nel sangue, modulato da fibre (pasta integrale e verdure) e proteine, il metabolismo si manterrà attivo, si bruceranno più calorie, si nutriranno i muscoli e non si manifesterà sonnolenza dopo i pasti. Quindi, a fronte di un maggior apporto calorico, ma con la presenza per l’appunto di fibre e proteine, si potrà dimagrire… mangiando, seppur sempre con moderazione e facendo attenzione alle corrette combinazioni snellenti (un cibo fonte importante di carboidrati con uno di proteine e verdure, oltre all’impiego di grassi buoni come quelli dell’olio d’oliva e dell’avocado o dei semi oleosi).
Le sostanze che non devono mancare per una alimentazione sana e snellente... Sono i fitoestrogeni che si trovano in soia e derivati (come tofu e tempeh, trifoglio rosso, semi di lino, luppolo), utili perché contrastano la perdita di estrogeni tipica a partire dai quarant’anni. Sono gli Omega3 del pesce, delle noci e, ancora dei semi di lino, che proteggono il cuore e il cervello maggiormente esposti a rischi per via delle variazioni ormonali. E’ la vitamina A degli ortaggi di colore rosso-arancio, che rivitalizza il metabolismo cellulare, stimola la circolazione, protegge le ossa e migliora l’elasticità dei tessuti. I bioflavonoidi che rafforzano i capillari e contrastano l’accumulo di liquidi e che si trovano in ribes, more, mirtilli, lamponi. Sono il calcio, la vitamina D e il magnesio, necessari per le ossa, ma anche per dimagrire: il calcio e la vitamina D aiutano a “bruciare” il grasso, il magnesio contrasta la fame nervosa e sostiene la muscolatura tonificandola. L’attività fisica è fondamentale! Basta anche solo una camminata veloce da 30 minuti al giorno, per iniziare. L’attività fisica migliora l’umore, riduce lo stress, stimola il metabolismo e aiuta a bruciare più energia, che così non si trasforma in grasso. Tra le attività più adatte troviamo il nuoto, il pilates (soprattutto per la donna che ha fatto vita sedentaria per molti anni), la corsa e il fitness. Un esempio di dieta adatta dopo i 40 anni: tre menu dimagranti per tutti i gusti Menu per chi mangia un po’ di tutto Colazione :1 bicchiere di latte caldo con un cucchiaino di cacao amaro solubile, 40g di fiocchi di avena al naturale, 1 cucchiaio di uvetta, 7 mandorle, 100g di fragole o mirtilli Spuntino (entro le 10,30):10 mandorle Pranzo: insalata di germogli di soia condita con 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine e 2 cucchiaini di aceto di mele o succo di limone; 50g (peso a crudo) di pasta integrale al pomodoro e come secondo 2 uova sode con un contorno di verdure Merenda (entro le 17): quadratini di cioccolato fondente e 5 mandorle Cena: nsalata di sedano e noci (15g) condita con 2 cucchiaini di olio di oliva e 2 cucchiaini di aceto di mele; 200 g di petto di pollo alla piastra con carciofi o altra verdura; 30g di pane integrale A fine cena: 2 fette di ananas fresco (è diuretico e facilita l’assimilazione delle proteine) Menu per vegetariane Colazione: 1 bicchiere di latte caldo con caffè, 4 biscotti secchi, 1 mela rossa bio da mangiare con la buccia, 10 mandorle Spuntino (entro le 10,30): 100g di lamponi e 3 noci Pranzo: insalata di cicoria, rucola e songino condita con 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine e 2 cucchiaini di aceto di mele o succo di limone 50g (peso a crudo) di fusilli integrali conditi con 1 cucchiaio di pesto; 30g di grana o parmigiano Merenda (entro le 17): una fetta biscottata con 2 cucchiaini di crema di nocciole e cacao (senza grassi idrogenati né olio di palma) e un tè verde Cena: insalata di spinaci crudi condita con 2 cucchiaini di olio di oliva, un cucchiaino di semi di sesamo e 2 cucchiaini di succo di limone; 180 g di ceci lessati e conditi con un filo d’olio, peperoncino e succo di limone; 30g di pane integrale A fine cena: 1 fetta di papaia, ricca di antiossidanti Menu per vegane Colazione: 1 tazza di tè verde, 2 fette biscottate integrali vegane con 2 cucchiaini di marmellata di arancia amara senza zucchero aggiunto, 30g di mandorle Spuntino (entro le 10,30) 1 alternativa vegetale allo yogurt, senza zucchero, con 3 noci Pranzo Insalata di radicchio rosso condita con 2 cucchiaini di olio di semi di girasole e 2 cucchiaini di aceto di mele o succo di limone 40 g di risotto allo zafferano (1/4 di bustina per una porzione) 150g di tofu alla piastra con verdure a piacere Merenda 30 g di croccantino con le nocciole Cena Insalata di carote a julienne condita con 2 cucchiaini di olio di semi di girasole e 2 cucchiaini di succo di limone 140g di tempeh cotto in padella con 2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva 200g di tocchetti di verdure di stagione cotte in padella con 2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva A fine cena 100g di frutti di bosco con l’aggiunta di 1 cucchiaino di stevia Ricordiamo al lettore che i suggerimenti alimentari dati in questo articolo non sostituiscono il parere del medico curante.Fonte riza.it
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