lunedì 21 maggio 2018

Rimedi naturali per la dermatite


La comparsa di una dermatite può dipendere da allergie, dal contatto con sostanze irritanti o anche dall’uso di farmaci e cosmetici, ma se non è scatenata da nessuna di queste cause, la sua comparsa è attribuita ad uno stress psico-fisico. Solitamente, la dermatite da stress interessa il cuoio capelluto, il viso, il collo, le mani e i piedi, ma può colpire anche la zona delle palpebre e gli occhi. L’eruzione cutanea che ne deriva può essere più o meno intensa e causare una sensazione di prurito o calore più o meno fastidiosa, provocando la necessita di grattarsi con insistenza. Questa situazione, però, non fa altro che peggiorare la condizione fisica della persona perché può comportare ferite, abrasioni, escoriazioni e un reale rischio di contrarre delle infezioni.
lavaggi troppo frequenti esposizione a sostanze irritanti attraverso l’utilizzo di alcuni cosmetici o prodotti detergenti eccessiva esposizione a umidità e/o freddo carenze alimentari Leggi anche: Tutte le news con ViviPuro Come si manifesta la dermatite da stress? La dermatite da stress si manifesta come un’infiammazione improvvisa della cute. La reazione più comune della dermatite da stress è caratterizzata da alcuni sintomi caratteristici, fra i quali l’intenso prurito è sicuramente il principale. I sintomi non differiscono granché da quelli di una normale dermatite allergica da contatto, per la quale può infatti essere inizialmente scambiata. Tra gli altri sintomi ci sono:
arrossamento della pelle desquamazione secchezza della pelle vescicole abrasioni crosticine gonfiori pruriginosi Come curare la dermatite da stress? Tra i rimedi naturali per curare la dermatite da stress citiamo: massaggi con gel d’aloe puro o addizionato con qualche goccia di olio essenziale di lavanda e camomilla. Oppure, per calmare prurito e rossore, è utile anche diminuire i lavaggi, soprattutto se fatti con detergenti troppo schiumogeni e aggressivi. Per avere sollievo dalla dermatite da stess sono ottimi i bagni a base di amido di riso: basta aggiungere qualche cucchiaio di amido all’acqua della vasca e rimanere in immersione per almeno 20/30 minuti. Infine, sembra che l’esposizione al sole sia in grado di ridurre il fastidio, soprattutto dovuto al prurito.Fonte vivi puro

Alito cattivo: cause e rimedi naturali


Uno dei fastidi più comuni che colpisce indistintamente uomini e donne di ogni età è certamente l’alito cattivo. Spesso, consapevoli di questo problema, ci si costringe a stare a debita distanza dalle persone, a parlare e sorridere poco; la situazione peggiora ulteriormente in coppia, quando si vorrebbe baciare qualcuno. Quali le cause dell’alitosi? Come è possibile risolvere questo problema? Ecco alcuni rimedi naturali molto utili che possono alleviare il fastidio.
Le cause Per primo luogo è importante sapere che l’alito cattivo può essere conseguenza di diversi fattori e non è un sintomo da sottovalutare se persiste. E’ normale, ad esempio, svegliarsi la mattina con un alito un po’ più pesante perché la salivazione durante la notte è minore e quindi proliferano i germi in bocca. Per questo è consigliabile bere un bicchiere d’acqua appena svegli e lavare i denti dopo la colazione. D’altra parte una cattiva igiene orale potrebbe essere causa probabile dell’alitosi: lavare i denti e spazzolare la lingua sono abitudini quotidiane da non abbandonare mai, esattamente come fare i gargarismi mattina e sera. Bisogna inoltre tenere inconsiderazione il fatto che l’alito cattivo può essere causato da cibi particolari che si sono consumati: aglio e cipolla ma anche caffè, alcol o carne possono provocare questo problema. Quello di cui bisogna però rendersi conto è il fatto che l’alitosi potrebbe anche essere sintomo di problemi più gravi come una cattiva alimentazione, fastidi alla digestione o all’intestino e può essere legato a gastriti, diabete nonché al fumo. Per questo sarebbe buona norma, al persistere del problema, rivolgersi al proprio medico di fiducia.
I rimedi naturali Esistono però anche dei rimedi naturali molto semplici che possono aiutarvi ad alleviare il problema dell’alito cattivo in modo tale da tornare a sentirvi a vostro agio. Un primo ingrediente di grande aiuto è certamente lo zenzero. Questo rizoma infatti, con il suo sapore fresco, porta via l’alitosi lasciando la bocca fresca. Può essere consumato a pezzetti (ma attenzione al sapore forte e alle dosi) oppure sotto forma di tisana, soprattutto la sera prima di andare a dormire per favorire la digestione. Un altro rimedio naturale molto efficace è l’olio essenziale di Tea Tree, importante battericida. Aggiungetene qualche goccia sullo spazzolino prima di lavare i denti insieme al dentifricio in modo tale da “disinfettare” la bocca. Altro ingredienti fresco e utile contro l’alito cattivo è la menta. Questo ingrediente può quindi diventare un utile ingrediente per una tisana serale oppure per un decotto da consumare dopo i pasti: la sua azione lascerà una bocca fresca e pulita.Fonte vivi puro

Abbronzatura, la maschera fai da te di Clio per abbronzarsi presto ed in salute


Abbronzarsi subito e senza rischi è possibile: tante le ricette di maschere e lozioni fai da te, che permettono di ottenere in poco tempo un’abbronzatura perfetta in tutta naturalezza. La maschera qui proposta è quella realizzata da Clio Zammateo, famosa make up artist, nel programma “Clio Make Up”. Gli ingredienti necessari per preparare questa ricetta naturale sono 2 cucchiai di polpa di kaki, 1 carota e 2 cucchiai di polpa di zucca.
Il procedimento da seguire è molto semplice: per prima cosa occorre versare in una terrina la polpa di kaki e la carota grattugiata e mescolare. Kaki e carota contengono molta vitamina C e soprattutto betacarotene, un precursore della vitamina A che favorisce e mantiene l’abbronzatura. Si procede poi ad aggiungere due cucchiai di polpa di zucca. Mescolato il tutto, la maschera va applicata su viso e decolletè per 15 minuti circa. Risciacquate con acqua fresca.
Ricorrere a maschere naturali è un ottimo modo per favorire l’abbronzatura, evitando dannose scottature alla pelle e raggiungendo gradualmente ed in salute una gradevole abbronzatura dorata. Inutile dire che all’utilizzo di questa maschera va sempre affiancato il ricorso ad una buona protezione solare, da applicare sempre prima dell’esposizione al sole. Ciò permette di ritardare l’invecchiamento cutaneo e prevenire rischi di allergie e tumori alla pelle.Fonte vivi puro

Pulizia viso fai da te: i 4 rimedi naturali più efficaci


Ecco 4 efficaci rimedi naturali per la vostra pulizia del viso fai da te. In poche semplici e veloci mosse renderete la vostra pelle più luminosa e liscia. Vediamo quali sono. La pulizia viso è un gesto necessario per la salute della nostra pelle. Un’azione che può essere realizzata anche utilizzando gli elementi che la natura ci offre, ingredienti per la nostra pulizia viso fai da te che ci assicurano un notevole risparmio economico. Rimedi naturali semplici e veloci che possiamo preparare in poche mosse ottenendo degli ottimi risultati. Zucchero di canna e olio di oliva sono gli ingredienti per il nostro primo scrub al naturale che ci donerà una pelle liscia, curata e sana.
Per prepararlo è necessario mescolare un cucchiaino di zucchero di canna con uno di olio di oliva fino ad ottenere un composto pastoso. Prima di applicare il vostro scrub ricordatevi di pulire il viso accuratamente, una volta steso lasciatelo agire per qualche minuto prima di risciacquarlo. Il secondo rimedio fai da te molto efficace è la maschera purificante al cetriolo e menta che ha un’azione idratante, rinfrescante ed esfoliante. Oltre a mezzo cetriolo e venti foglie di menta sono necessari due cucchiai di yogurt bianco e due di farina d’avena. Una volta tagliato il cetriolo a piccoli pezzi frullatelo assieme alle foglie di menta, lasciate riposare per dieci minuti prima di aggiungere la farina e lo yogurt. Una volta pronta la vostra maschera applicatela sul viso per quindici minuti, il tempo necessario perché faccia la sua azione.
Se il vostro problema sono punti neri e brufoli un’ottima soluzione è la maschera al limone, armatevi del succo di mezzo limone, di un albume d’uovo e di quattro cucchiaini di miele. Il primo passaggio è montare, in una ciotola, l’albume a neve, una volta terminato aggiungete il miele e il limone e amalgamate il tutto. Applicatelo sul viso per dieci minuti e subito dopo lavatevi con acqua tiepida in modo da togliere tutti i residui. Un ultimo rimedio fai da te se avete una pelle spenta e opaca è la maschera con miele, latte fresco e farina. Versate in una terrina tutti gli ingredienti, mescolateli sino a ottenere un composto omogeneo e applicatelo sul viso. A questo punto aspettate per dieci minuti che la maschera svolga la sua azione, passato il tempo di posa il vostro viso sarà più luminoso e vitale che mai.Fonte vivi puro

giovedì 17 maggio 2018

Semi di lino: proprietà, benefici e tutti gli usi


I benefici effetti dei semi di lino sull'organismo Gustosi e nutrienti, i semi di lino vantano numerose qualità benefiche per l'intero organismo cosi come l'olio che se ne estrae. Ecco i principali. Antinfiammatori e immunostimolanti I semi di lino contengono acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico, e grassi saturi come l’acido stearico e palmitico, mucillagini emollienti, proteine, sali minerali e lignani, un genere di polifenoli antiossidanti capaci di contrastare funghi e batteri e, secondo gli studi fitologici, di esercitare un effetto preventivo contro le patologie correlate allo stile alimentare come il diabete di tipo II e il cancro, in particolare contro i tumori estrogeno-dipendenti. Inoltre gli acidi grassi dei semi di lino svolgono una potente azione antinfiammatoria e immunostimolante e intervengono nella formazione delle membrane cellulari, rinforzandole e contrastando i processi infettivi e degenerativi e l’invecchiamento dei tessuti. Per questo è consigliato spesso come coadiuvante in tutte le patologie croniche, come le artriti, l'asma e le emicranie ricorrenti. Semi di lino per cuore e arterie Ricchi di acidi grassi essenziali Omega 3, 6 e 9, i semi di lino esercitano un benefico effetto sul sistema cardiovascolare perché promuovono l'espulsione del colesterolo LDL, favorendo la sintesi del colesterolo buono HDL, regolarizzando il battito cardiaco e prevenendo l’insorgere di malattie cardio-vascolari. Inoltre aiutano a smaltire i trigliceridi, mantenendo le arterie pulite e regolando la pressione sanguigna.
Cervello e sistema nervoso L'effetto antidegenerativo dei semi di lino si estende anche al cervello e al sistema nervoso: oltre a proteggere le arterie cerebrali dalla sclerosi, contengono vitamine del gruppo B, vitamina C ed E, sali minerali come magnesio, calcio, potassio, zinco, ferro, manganese, rame, fosforo e selenio e acidi grassi essenziali come la fosfatidilcolina - un componente delle membrane cellulari - che aiutano a proteggere le cellule cerebrali dalle malattie neurodegenerative, migliorando anche le prestazioni cognitive. Sistema gastroenterico L'azione antinfiammatoria e lenitiva dell'olio di semi di lino è un toccasana per le mucose dello stomaco, che sfiamma e protegge dal rischio di gastriti e ulcere. Inoltre contiene mucillagini dolcemente lassative che regolano le funzioni intestinali, liberando l'organismo dalle scorie e contrastando disturbi come la stipsi e il colon irritabile, con un effetto emolliente e preventivo contro le intolleranze alimentari di origine tossica o infiammatoria. Per un'azione più blanda ma efficace è consigliabile, alla sera, preparare un "infuso a freddo" ponendo un cucchiaino di semi di lino in un bicchiere d'acqua minerale naturale, coprire il bicchiere con un piattino e lasciarli riposare tutta la notte, perché rilascino le loro mucillagini cicatrizzanti e lenitive. La mattina bere l’acqua a digiuno. Sistema riproduttivo L'olio di semi di lino regola le mestruazioni e contribuisce a contrastare sia i disturbi menopausali che i sintomi della sindrome dell'ovaio policistico, come l'aumento di peso, le irregolarità mestruali, l'infertilità, l'acne e la proliferazione di peli (irsutismo). N.B. Se consumati crudi, i semi di lino come altri alimenti possono interferire con il metabolismo dello iodio. E' preferibile quindi consumati con moderazione in caso di ipotiroidismo da carenza di iodio. L'olio di semi di lino, inoltre, non va assunto in concomitanza con l'aspirina, i farmaci antinfiammatori e anticoagulanti e gli integratori contenenti aglio o ginkgo biloba, olio di pesce.
Come assumere l’olio di semi di lino Dato l'elevato contenuto di acidi grassi (fino al 58%) è sufficiente assumere un cucchiaino di semi di lino, la mattina a digiuno, per soddisfarne il fabbisogno quotidiano. Una volta aperto, l’olio di lino va conservato in frigorifero, per non più di un mese. È importante assicurarsi che l'olio di semi di lino per uso alimentare sia garantito puro. Prima di acquistarlo controllate quindi che nell’INCI (internatiomnal nomenclature of cosmetic ingredients) riportato sulla confezione sia indicato come Linum Usitatissimum Oil senza sostanze chimiche aggiunte. Olio di semi di lino per pelle e capelli Grazie alle sue elevate capacità antiossidanti, l'olio di semi di lino aiuta a mantenere una carnagione liscia, compatta e idratata, contrastando la lassità dei tessuti, attenuando le rughe grazie alla sua ricchezza di acido linoleico, che regola l’idratazione, donando elasticità e resistenza all’epidermide. Per mantenere la pelle morbida ed elastica, dopo la doccia applicatelo sul corpo ancora umido, massaggiando fino a completo assorbimento. L'olio di semi di lino è noto come un vero toccasana per i capelli secchi, spenti e sfibrati: basta versarne qualche goccia sulle mani e passarle sui capelli per renderli morbidi e lucenti. In caso di capelli danneggiati o crespi applicare sui capelli un impacco nutriente di olio di semi di lino, lasciare in posa per mezz'ora e lavare con uno shampoo delicato. Applicato sulla pelle del capo l'olio di semi di lino costituisce un ottimo rimedio antiforfora, poiché normalizza la produzione di sebo, mentre nebulizzato sui capelli asciutti previene la formazione di doppie punte. Fonte riza.it

Insonnia: sintomi, cause, cure e rimedi naturali


Gli oligoelementi che favoriscono il sonno Il composto ManganeseCobalto è l'oligoelemento di base dei disturbi del sonno, che l'oligoterapia attribuisce ad una distonia del sistema neurovegetativo. Ad esso si associano altri oligoelementi: Il Magnesio è utile nell'insonnia primaria accompagnata da ipereccitabilità motoria, con spasmi, crampi, senso di oppressione e affaticamento psicofisico, umore tendenzialmente depresso. Il Fosforo è consigliato nelle insonnie da stress e ansia, con iperemotività, astenia mentale, calo delle prestazioni intellettuali, abulia. La terapia prevede una dose sublinguale di Manganese-Cobalto a giorni alterni, più una di Magnesio o di Fosforo in base al tipo d'insonnia.
I diversi tipi d'insonnia Capita a tutti, ogni tanto, di dormire male o di passare una notte in bianco, ma se il problema perdura oltre una settimana c'è il rischio che si inneschi un circolo vizioso tale da renderlo cronico. Ricorrere ai sonniferi però è una pessima idea, perché riducono le fasi REM, inducendo un sonno di cattiva qualità che ci lascia spossati al risveglio. Inoltre creano rapidamente una dipendenza psicofisica che, di rimbalzo, aggrava l'insonnia precedente non appena si smette di assumerli. i rimedi verdi contro l'insonnia primaria L'insonnia primaria (o condizionata) costituisce il 15% circa delle insonnie. Chi ne soffre vive con angoscia e tensione il fatto stesso di andare a letto e mettersi a dormire. Benché sia insonnolito all'ora di coricarsi, non appena si mette a letto si ritrova improvvisamente sveglio, irrequieto, incapace di dormire. Questo tipo di insonnia colpisce in genere soggetti tendenzialmente ansiosi, afflitti spesso da cefalee, tensione muscolare, irrequietezza motoria. Il fitoterapico più indicato in questi casi è l'Escholzia Californica, una papaveracea ansiolitica, antispasmodica e rilassante, priva di sostanze narcotiche e tossicità, utile anche quando l'insonnia si accompagna con la cefalea. Si assume in tintura madre, 30 gocce due o tre volte al giorno. Tra gli omeopatici è utile Gelsemium, rimedio specifico dell'insonnia condizionata, tipica di chi si corica con l'angoscia di non riuscire ad addormentarsi e di passare un'altra notte in bianco. Si assume alla 30 CH, 3 granuli tre volte al giorno fino a miglioramento.
I farmaci che generano insonnia Pochi sanno che molti farmaci di uso comune interferiscono con il sonno: in particolare gli antidepressivi, gli ansiolitici e gli estratti tiroidei, ma anche i bronco-dilatatori usati contro l'asma, i beta-bloccanti, gli steroidi e gli ipnotici, che inducono rapida assuefazione, possono portare rapidamente ad una grave insonnia persistente. Se si è costretti a usarli si può contrastarne l'effetto negativo assumendo, subito dopo il farmaco, 3 granuli di Nux Vomica 9 CH, sotto la lingua.Insonnia da addormentamento ritardato È l'insonnia dei cosiddetti gufi, che non riescono ad addormentarsi prima che sia notte fonda e continuano a rigirarsi nel letto, spostare coperte e cuscini, accendere e spegnere la luce per controllare l'ora ecc. Quando riescono ad addormentarsi, però, il sonno si protrae indisturbato per le successive 7/8 ore. La sindrome da sonno ritardato è dovuta allo spostamento in avanti di 4/5 ore del ritmo sonno-veglia rispetto a quello buio-luce. Per questo tipo di insonnia può essere utile assumere per un breve periodo un'integrazione di melatonina naturale a basso dosaggio per riallineare i ritmi circadiani, nella dose di 1 compressa un'ora prima di coricarsi, per un mese. La floriterapia consiglia il fiore di Bach White Chestnut, prezioso per tutti coloro e passano la notte svegli a rimuginare sul sonno che non arriva. Se ne prendono 2 gocce in due dita d'acqua mezz'ora prima di dormire. Tra i rimedi omeopatici è indicato Arnica, rimedio delle persone fisicamente ed emotivamente ipersensibili, tese e tendenzialmente ipocondriache, che si rigirano nel letto senza trovar pace: un tipo di insonnia che nasconde talvolta un'angoscia di morte. Si assume alla 15 CH, 5 granuli un'ora prima di coricarsi. Se l'insonnia è invece dovuta all'iperattività mentale è preferibile assumere Coffea cruda 5 CH, 5 granuli prima di coricarsi, ripetibili durante la notte. Insonnia da risveglio precoce Contrariamente ai gufi, le cosiddette allodole si addormentano facilmente, magari davanti alla TV, e in genere si coricano presto. Ma alle prime luci si svegliano e non riescono più a riaddormentarsi. Comune nelle persone anziane, la sindrome da risveglio precoce genera meno angoscia perché non influisce sulle attività lavorative, ma può essere un problema nei rapporti col partner, specialmente se uno dei due è un gufo e l'altro un'allodola. Talvolta nasconde un fondo depressivo. Il fitoterapico utile per questo tipo di insonnia è l'iperico che unisce alle proprietà ansiolitiche la capacità di aumentare la trasmissione serotoninergica, dissolvendo le ombre depressive. Si assume in tintura madre, 30 gocce in poca acqua due volte al giorno, mezz'ora prima dei pasti principali. Il rimedio omeopatico consigliato è Natrum muriaticum, particolarmente indicato per le insonnie che insorgono nel climaterio o nell'andropausa, dopo una delusione sentimentale, nelle persone riservate e chiuse. Si assume alla diluizione 15 CH, 5 granuli a metà pomeriggio e un'ora prima di coricarsi. Insonnia a intermittenza Addormentarsi non è difficile, ma il sonno è spesso interrotto da risvegli che possono durare da pochi minuti a un'ora. Il sonno poi riprende, per interrompersi nuovamente dopo un po'. Questo tipo di insonnia è dovuto a uno stato di sovreccitazione del sistema nervoso, che rende la persona ipersensibile agli stimoli interni ed esterni. In genere colpisce le persone caratterizzate da ansia da ipercontrollo. Un buon rimedio dell'insonnia a intermittenza è la scutellaria: la sua capacità sedativa, paragonabile a quella delle benzodiazepine, rilassa rapidamente il sistema nervoso, favorendo un sonno profondo. N.B. Non assumere in gravidanza o durante l'allattamento. Modo d'uso: 20/30 gocce di tintura madre in poca acqua due o tre volte al giorno. Il rimedio floreale indicato per questo tipo di insonnia è Cherry Plum, da assumere in diluizione, nella dose di 4 gocce quattro volte al giorno. Le cose sa non fare Niente doccia prima di andare a letto: è risvegliante, mentre un bagno caldo con qualche goccia di olio essenziale di sandalo rilassa profondamente. Niente ginnastica prima di dormire: mette in tensione i muscoli e stimola il rilascio di adrenalina No ai sonnellini diurni. Recuperare nel pomeriggio il sonno perduto di notte instaura un circolo vizioso di notti bianche e giorni assonnati. Meglio resistere e aspettare la sera per crollare addormentati. No al computer prima di andare a letto: genera campi magnetici che interferiscono con le onde cerebrali e alterano i ritmi del sonno i rimedi omeopatici per l'insonnia occasionale Un disturbo del sonno temporaneo può essere curato, secondo l'evento scatenante, con alcuni rimedi specifici, da scegliere in base all'evento scatenante. Tutti i rimedi vanno assunti alla diluizione 30 CH, nella dose di 3 granuli tre volte al giorno. Aconitum: Impossibilità di dormire dopo un evento di forte impatto emozionale, che ha lasciato una sensazione di paura. L'agitazione motoria rende impossibile rilassarsi, non appena si corica viene sopraffatto dall'angoscia, deve alzarsi e mettersi a camminare. Argentum nitricum: insonnia prima di un evento importante, come un esame, un appuntamento amoroso, un colloquio di lavoro, con agitazione motoria. Utile anche per i bambini che non dormono e si lamentano di avere mal di pancia prima di un'interrogazione, un compito in classe o un esame. Nux vomica è l'insonnia dell'uomo moderno, indaffarato, in costante surmenage, sempre sotto pressione, che per non cedere allo stress beve caffè, liquori e fuma molto. La sera invece si corica tardi e fatica a prendere sonno, si sveglia alle 4 o alle 5 e non riesce a riaddormentarsi fino alle 8, quando è ora di alzarsi. Ignatia amara insonnia dopo un lutto, un dispiacere, una delusione amorosa. Insonnia paradossa: può dormire nel frastuono più fastidioso ed essere sensibile al ticchettio dell'orologio, che lo esaspera impedendogli di addormentarsi. Lachesis: Insonnia in menopausa, con vampate di calore che risvegliano la donna nel mezzo della notte, senso di strangolamento e incubi minacciosi. Bellis perennis: Risveglio anticipato, nelle persone che si sentono calpestate dalla vita, stanche e profondamente traumatizzate.Fonte riza.ithttps://www.riza.it/home.html

La dieta per la donna dopo i 40 anni


Come dimagrire velocemente Sono tre le strategie di base per creare una dieta dimagrante veloce e conservare il peso forma dopo i quarant’anni, mantenendo anche una pancia piatta, fianchi e glutei snelli e tonici. La prima consiste nell’aumentare l’apporto di proteine magre e nel ridurre gli zuccheri (senza eliminarli!). La seconda nel prevenire i picchi glicemici utilizzando le corrette combinazioni dimagranti. E la terza richiede una maggiore attività fisica moderata ma costante e quotidiana. Ecco come procedere in pratica. Più proteine magre da aggiungere in ogni pasto per mantenersi in forma Per nutrire, tonificare e aumentare la muscolatura dopo i 40 anni, è importante consumare un alimento proteico in ogni pasto. A colazione, per esempio, si potrà scegliere tra frutta oleosa, latte, yogurt, ricotta, fiocchi di latte, grana o parmigiano, salmone. A pranzo e cena, si può optare per carni bianche, pesce di mare (preferibilmente ricco di Omega3 che proteggono cuore e cervello), uova, ricotta, grana e parmigiano, ma anche legumi, tofu, tempeh. La scelta non dovrebbe però cadere sulla stessa tipologia di alimento proteico mangiato a colazione. Per avere un’idea delle quantità basta fare riferimento ai menu proposti al termine di questo articolo. Occorre invece ridurre pane, pasta, cereali e derivati in genere, privilegiando il consumo di quelli integrali e con un indice glicemico medio. Vediamo perché qui di seguito.
È vero che ci vuole una dieta ipocalorica dopo i 40 anni? No, ci vogliono le corrette combinazioni dimagranti Imparare ad abbinare bene i cibi è sempre una strategia vincente, in ogni tipo di percorso dimagrante e ancor di più dopo i quarant’anni. Ed è utile anche per la prevenzione del diabete e della formazione di grasso addominale. Ma cosa sono i picchi glicemici? Scopriamolo insieme. Se, per esempio, a pranzo mangio 50g di pasta bianca (raffinata, priva di fibre) con salsa di pomodoro e basta, gli zuccheri della pasta arriveranno rapidamente nel sangue, alzeranno la glicemia (picco alto), provocando una maggior produzione di insulina e il rallentamento del metabolismo. Ciò perché il corpo percepisce un eccesso di zuccheri e cerca di metterli da parte sotto forma di grasso (soprattutto addominale). Se, invece, mangio 50g di pasta integrale condita con verdure e a queste aggiungo, per esempio, 2 uova sode o 150g di pesce, ecco allora che lo zucchero arriverà più lentamente nel sangue, modulato da fibre (pasta integrale e verdure) e proteine, il metabolismo si manterrà attivo, si bruceranno più calorie, si nutriranno i muscoli e non si manifesterà sonnolenza dopo i pasti. Quindi, a fronte di un maggior apporto calorico, ma con la presenza per l’appunto di fibre e proteine, si potrà dimagrire… mangiando, seppur sempre con moderazione e facendo attenzione alle corrette combinazioni snellenti (un cibo fonte importante di carboidrati con uno di proteine e verdure, oltre all’impiego di grassi buoni come quelli dell’olio d’oliva e dell’avocado o dei semi oleosi).
Le sostanze che non devono mancare per una alimentazione sana e snellente... Sono i fitoestrogeni che si trovano in soia e derivati (come tofu e tempeh, trifoglio rosso, semi di lino, luppolo), utili perché contrastano la perdita di estrogeni tipica a partire dai quarant’anni. Sono gli Omega3 del pesce, delle noci e, ancora dei semi di lino, che proteggono il cuore e il cervello maggiormente esposti a rischi per via delle variazioni ormonali. E’ la vitamina A degli ortaggi di colore rosso-arancio, che rivitalizza il metabolismo cellulare, stimola la circolazione, protegge le ossa e migliora l’elasticità dei tessuti. I bioflavonoidi che rafforzano i capillari e contrastano l’accumulo di liquidi e che si trovano in ribes, more, mirtilli, lamponi. Sono il calcio, la vitamina D e il magnesio, necessari per le ossa, ma anche per dimagrire: il calcio e la vitamina D aiutano a “bruciare” il grasso, il magnesio contrasta la fame nervosa e sostiene la muscolatura tonificandola. L’attività fisica è fondamentale! Basta anche solo una camminata veloce da 30 minuti al giorno, per iniziare. L’attività fisica migliora l’umore, riduce lo stress, stimola il metabolismo e aiuta a bruciare più energia, che così non si trasforma in grasso. Tra le attività più adatte troviamo il nuoto, il pilates (soprattutto per la donna che ha fatto vita sedentaria per molti anni), la corsa e il fitness. Un esempio di dieta adatta dopo i 40 anni: tre menu dimagranti per tutti i gusti Menu per chi mangia un po’ di tutto Colazione :1 bicchiere di latte caldo con un cucchiaino di cacao amaro solubile, 40g di fiocchi di avena al naturale, 1 cucchiaio di uvetta, 7 mandorle, 100g di fragole o mirtilli Spuntino (entro le 10,30):10 mandorle Pranzo: insalata di germogli di soia condita con 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine e 2 cucchiaini di aceto di mele o succo di limone; 50g (peso a crudo) di pasta integrale al pomodoro e come secondo 2 uova sode con un contorno di verdure Merenda (entro le 17): quadratini di cioccolato fondente e 5 mandorle Cena: nsalata di sedano e noci (15g) condita con 2 cucchiaini di olio di oliva e 2 cucchiaini di aceto di mele; 200 g di petto di pollo alla piastra con carciofi o altra verdura; 30g di pane integrale A fine cena: 2 fette di ananas fresco (è diuretico e facilita l’assimilazione delle proteine) Menu per vegetariane Colazione: 1 bicchiere di latte caldo con caffè, 4 biscotti secchi, 1 mela rossa bio da mangiare con la buccia, 10 mandorle Spuntino (entro le 10,30): 100g di lamponi e 3 noci Pranzo: insalata di cicoria, rucola e songino condita con 2 cucchiaini di olio di oliva extravergine e 2 cucchiaini di aceto di mele o succo di limone 50g (peso a crudo) di fusilli integrali conditi con 1 cucchiaio di pesto; 30g di grana o parmigiano Merenda (entro le 17): una fetta biscottata con 2 cucchiaini di crema di nocciole e cacao (senza grassi idrogenati né olio di palma) e un tè verde Cena: insalata di spinaci crudi condita con 2 cucchiaini di olio di oliva, un cucchiaino di semi di sesamo e 2 cucchiaini di succo di limone; 180 g di ceci lessati e conditi con un filo d’olio, peperoncino e succo di limone; 30g di pane integrale A fine cena: 1 fetta di papaia, ricca di antiossidanti Menu per vegane Colazione: 1 tazza di tè verde, 2 fette biscottate integrali vegane con 2 cucchiaini di marmellata di arancia amara senza zucchero aggiunto, 30g di mandorle Spuntino (entro le 10,30) 1 alternativa vegetale allo yogurt, senza zucchero, con 3 noci Pranzo Insalata di radicchio rosso condita con 2 cucchiaini di olio di semi di girasole e 2 cucchiaini di aceto di mele o succo di limone 40 g di risotto allo zafferano (1/4 di bustina per una porzione) 150g di tofu alla piastra con verdure a piacere Merenda 30 g di croccantino con le nocciole Cena Insalata di carote a julienne condita con 2 cucchiaini di olio di semi di girasole e 2 cucchiaini di succo di limone 140g di tempeh cotto in padella con 2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva 200g di tocchetti di verdure di stagione cotte in padella con 2 cucchiaini d’olio extravergine d’oliva A fine cena 100g di frutti di bosco con l’aggiunta di 1 cucchiaino di stevia Ricordiamo al lettore che i suggerimenti alimentari dati in questo articolo non sostituiscono il parere del medico curante.Fonte riza.it